Teatro Massimo Fondazione
Credito Siciliano
Festival Scarlatti 14-24 novembre 2002
 
PRESENTAZIONE PROGRAMMA I LUOGHI

Sin dal suo «numero zero» (ottobre 1999), il Festival Scarlatti ha riscosso consensi significativi da parte della stampa specializzata nazionale ed estera. La manifestazione veniva a colmare una vistosa lacuna culturale in quanto, pur nel fiorire di iniziative che nel secolo scorso hanno guadagnato molta popolarità al repertorio barocco, pochissima attenzione era stata riservata alla sterminata produzione del musicista palermitano. Famoso come artista, ma uomo sfortunatissimo in vita e in morte, Alessandro Scarlatti, trascorse i suoi primi anni nel migliore ambiente artistico palermitano.
Nell’infuriare di una terribile carestia, nel 1672 gli «Scarlata» decisero di lasciare la loro terra natale rifugiandosi a Roma e a Napoli e trasformandosi in «Scarlatti», per coltivare il mito della parentela con un potentissimo abate fiorentino. Appena sei anni più tardi il diciottenne Alessandro poté inserirsi da protagonista nella vita musicale romana. Gli equivoci del sembiante, un’operina di grande successo, attirò l’attenzione dell’ex regina di Svezia in esilio a Roma, che nominò Scarlatti suo maestro di cappella e contribuì notevolmente, insieme ad altri mecenati, a consolidare la fama del giovanissimo Siciliano.

Oltre all’operina dalla quale spiccò il volo la carriera del compositore, altri suoi titoli (Massimo Puppieno, Il trionfo dell’onore e La principessa fedele) sono legati alle prime tappe di un’operazione, la «Scarlatti renaissance», che nel festival di Palermo prevede col tempo la ripresa di tutte le principali opere di Alessandro Scarlatti, con priorità assoluta assegnata a capolavori che erano stati sottratti episodicamente all’oblio, ma eseguiti con criteri oggi rinnegati dalla filologia più scrupolosa.

La riscoperta di affascinanti serenate e di possenti oratori, iniziata con il concerto a Villa Niscemi che concluse memorabilmente il «numero zero» della manifestazione, è stata integrata con pagine tratte dallo sterminato repertorio cantatistico. Sono presenti nei programmi brani di musicisti «contigui», tra i quali primeggia Domenico, seguito dagli Scarlatti minori. Interessante il confronto con Haendel, vicinissimo agli Scarlatti negli anni del suo soggiorno in Italia. In una delle prossime edizioni del festival, il Pompeo di Scarlatti sarà contrapposto alle parafrasi che l’autore del Messia ricavò per i melodrammi da lui composti cinquant’anni dopo che l’opera di Alessandro era andata in scena. Questa stimolante operazione, da realizzarsi in collaborazione con i Festival Haendel di Londra e di Göttingen, conta sul sostegno economico dell’Unione Europea. La stabilizzazione del Festival palermitano, che ospita interpreti e complessi mondialmente famosi, offre a questa manifestazione unica nel suo genere quelle garanzie di internazionalità e di qualificazione artistica che la rendono adatta a operazioni di sponsorizzazione indirizzate agli interessi di un pubblico particolarmente raffinato, ma che il già detto ancoraggio al Barocco siciliano non vede circoscritto nell’area musicale.


 
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